Moda

L’interesse per la Moda ha una sua analogia con i temi trattati con le bottiglie dei profumi. Mi riferisco sostanzialmente ad un’altra rappresentazione della creatività condizionata ed indotta dal mercato, su cui decine, di stilisti e migliaia di operatori cercano di imporre una propria interpretazione estetica della realtà. Immagini ricche di sfumature cromatiche declinate su corpi e movenze quasi astratte. In altre parole mi chiedo quanto di noi sia effettivamente rappresentato in queste manifestazioni di una creatività bruciante, edonistica, il cui fascino collide con la portata effimera del fenomeno. Capi di moda che esauriscono la propria natura estetica in un battito d’ali. Nel momento stesso in cui si espongono i capi al pubblico, comincia il loro ineluttabile percorso di sfioritura, teso a lasciare posto immediato ad una continua ed inesauribile necessità di sostituzione, una vera e propria bulimia isterica che riproduce all’infinito sé stessa. E’ un’interpretazione di questo mondo che si aggancia ai riferimenti di partenza del mio percorso pittorico: al Ritratto; ossia al ruolo che è prerogativa dell’arte visiva: quello di esprimere in uno spazio senza tempo ciò che per natura è mutevole ed effimero, rendendo un’idea quanto più possibile eterna.